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Mondi paralleli e corpi energetici

Conferenza del 31 maggio (venerdì) ore 18-20

a cura di Monique Vandenberghe

Il teologo Pierre Teilhard de Chardin (1881 - 1955) diceva che gli esseri umani non sono esseri terrestri che fanno un’esperienza spirituale ma esseri spirituali che fanno un’esperienza terrestre.

Che significa essere un essere spirituale? Se l’essere spirituale fa solo un’esperienza terrestre significa che viene da un altro mondo che non è la terra. Da dove viene? Esiste allora un mondo spirituale?

Chi ha fatto yoga ha sentito parlare dei 7 chakra, vortici di energia presenti su 7 punti collocati sull’asse centrale del corpo. Questi chakra corrisponderebbero ad un collegamento verso 7 dimensioni diverse, il primo corrispondendo al mondo fisico e gli altri a sei mondi … non fisici. Altri menzionano più mondi paralleli ancora. Nella sua autobiografia di uno yogi, il grande santo Hindu Yogananda (1893 - 1952) parla addirittura di 35 dimensioni evocando anche pianeti invisibili al nostro occhio.

Nella nostra società occidentale ha valore solo ciò che può essere dimostrato dalla scienza. Sicuramente la scienza fa ancora un po’ fatica a provare l’esistenza di fantasmi, extraterrestri e angeli. Eppure quanti di noi hanno avuto esperienze cosiddette sovrannaturali o hanno credenze in contrapposizione con la scienza, per cominciare dai credenti che credono in Dio e agli angeli? E se gli angeli vivessero su un loro pianeta?

Alla maggior parte degli uomini non è dato di vedere esseri che non sono incarnati nella materia ma ad alcuni, si. La conoscenza delle 35 dimensioni viene data a Yogananda dal suo maestro spirituale Sri Yukteswar deceduto 15 anni prima che si materializza davanti a lui per salutarlo. Il famoso filosofo austriaco Rudolf Steiner (1861 - 1925) aveva anche questa capacità. Più vicini a noi, i Francesi Daniel Meurois e Anne Givaudan che hanno riportato alla luce le antiche terapie energetiche essene, oppure la medium Patricia Darré o ancora l’Americana Barbara Ann Brennan.

Se si tratta ancora di una minoranza, siamo chiamati tutti a sviluppare la nostra vista sottile e finalmente smettere di negare l’esistenza del multiverso e dei miliardi di esseri che lo popolano. Inoltre l’apertura al mondo causale e quindi al resto dell’universo si fa attraverso l’apertura del nostro cuore. Riaprendo il cuore, recupereremo il nostro essere completo delle memorie di vite passate, la nostra memoria cosmica e la consapevolezza del nostro legame a tutto ciò che è.